Radiohead Vs Hacker. La storica band inglese ha realizzato un colpo di biliardo magistrale, capace di rovesciare una situazione svantaggiosa in un doppio successo: di immagine, uscendo come paladini della giustizia, che rifiutano un ricatto, e di impegno civile, con il supporto fornito agli attivisti per il clima di Extinction Rebellion, spesso protagonisti di operazioni sopra le righe ma comunque impegnati su un tema cruciale come la tutela dell’ambiente.

I fatti sono semplici. Un’organizzazione di hacker è entrata in possesso di un prezioso file custodito da Thom Yorke (il cantante del gruppo britannico che ha fatto la storia del pop/rock mondiale) con ben 18 ore di registrazioni inedite. Una miniera d’oro di brani non ancora pubblicati e che, in realtà, probabilmente non sarebbero mai stati pubblicati, hanno fatto sapere i Radiohead. I pirati informatici hanno pensato che quel materiale fosse preziosissimo e hanno chiesto un “riscatto” di 150mila sterline per restituire il contenuto del file senza renderlo pubblico.

La risposta dei Radiohead è stata da manuale. Nessun cedimento al ricatto ma la decisione di pubblicare spontaneamente tutto quel materiale sulla piattaforma Bandcamp, mettendo a disposizione le 18 ore di musica al prezzo di 18 dollari. Il ricavato sarà interamente destinato al finanziamento di Extinction Rebellion, un gesto che il movimento per la sostenibilità ha accolto manifestando profonda gratitudine e che ha portato alla ribalta, per l’ennesima volta, la band.

I Radiohead hanno compiuto un’azione di comunicazione perfetta, utilizzando un ricatto per dimostrare come si esce vincenti e con profitto da una potenziale crisi di comunicazione e immagine, oltre che da un attacco che potrebbe danneggiare il ‘patrimonio aziendale’: giocare a sorpresa, cogliere alla sprovvista gli oppositori (che in questo caso erano cattivi da manuale, cioè degli hacker estorsori) e facendo del bene in opposizione a un male palese. E non dare all’avversario possibilità di replica: gioco, partita, incontro.