“Tra una settimana devo andare a fare una masterclass di media training a Medici Senza Frontiere”. Me lo sono detto così, in agosto, senza preamboli o un “mettiti seduto” di preallerta da parte di qualcuno, un collaboratore, un amico o anche solo un passante occasionale. Tutto via mail e una chiacchierata al volo con la Joyce, che è la loro capoufficio stampa. E quasi mi prendeva un colpo, tornando indietro, perché mi sono reso conto di esser quello – un tizio assolutamente normale – che di lì a poco dovrà andare a insegnare a Superman come si usano i superpoteri.


Sì, perché quelli di Medici Senza Frontiere per me sono come Superman: eroi. E lo dico fregandomene del politicamente corretto, dell’opportunità e anche del contesto. Lo penso, lo dico e sto tranquillo perché a loro l’ho detto in faccia, apertamente.


Cosa abbiamo fatto quei due giorni di lavoro non lo dico, trovate qualcosa qui e poi vi posto un video (con una musica orrenda, lo ammetto, ma quella avevamo libera all’epoca e non c’è tempo di cambiarla). Vi prego di guardarlo con questo spirito: i supereroi sono tali anche perché non fanno nulla per farvelo pesare. Fan solo quel che sono nati per farlo: salvar vite, nel loro caso, senza perder troppo tempo a raccontarlo.

Committente: Medici Senza Frontiere
Tipologia di servizio: Masterclass di divulgazione
Partecipanti: Board dirigenziale (6 discenti)
Tipologia d’intervento: Formazione taylored one to class on site
Docente: Giorgio Caroli