Storie, aneddoti, esempi e analogie colpiscono il pubblico molto più dei concetti astratti, ma per avere successo devono avere il giusto numero di dettagli e, soprattutto, rispondere alla domanda: quindi?

 

Le storie, infatti, hanno presa in particolare su chi non ha una conoscenza approfondita del tema di cui si parla, attirando il pubblico verso messaggio ‘principale’ gentilmente, piuttosto che forzarlo su di esso, e aiutano a stabilire un legame con ciascun componente della platea del pubblico. La narrazione, o storytelling, si usa solitamente per informare, educare, persuadere, motivare e influenzare il proprio pubblico, ma spesso si commettono due errori che vanificano la potenza del dispositivo.

Errore numero 1: la storia che racconti non ha abbastanza dettagli

I presentatori di solito aggiungono un aneddoto ai loro discorsi, ma troppo spesso lasciano cadere questa parte dell’intervento dall’alto verso il centro della scala del coinvolgimento, senza mai raggiungere il gradino più basso, quello in cui vivono le emozioni. Per avere successo con la narrazione, fai un passo ulteriore e raggiungi il fondo alla scala, magari aggiungendo alla tua narrazione elementi che simboleggiano una verità più ampia, quelli cioè che ti hanno portato a una rivelazione o che ti hanno costretto a riconsiderare un tuo punto di vista precedente.

Errore numero 2: la tua storia non riesce a trasmettere il significato più ampio del tuo discorso

Le grandi storie devono sempre rispondere alla domanda “e quindi?”. Per evitare il problema di utilizzare una grande storia che non però porta da nessuna parte, prova ad aggiungere una frase di riepilogo alla fine del discorso, in maniera da arrivare a un pensiero conclusivo. Ecco alcuni esempi di ‘frasi riepilogative’:

“Questo è importante perché …”
“Cosa ci dice tutto questo?”
“Quell’esempio mi ha insegnato che …”

Attenzione: non è necessario utilizzare questi ‘round up’ finali in maniera esplicita (anzi, consigliamo di non usarli proprio), ma restano comunque utili in fase di preparazione dell’intervento, perché abituano l’oratore a chiudere l’arco della propria storia rinforzando il messaggio più grande contenuto al suo interno.

Per aiutare le persone a ottimizzare questa tecnica narrativa abbiamo creato un laboratorio pratico di mezza giornata.

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