Creare e far pubblicare una notizia significa trovare una informazione importante e interessante (per gli ‘altri’, non per il narratore) e trasformarla in una storia raccontabile in maniera che coinvolga direttamente il pubblico.

mediatraining

Tuttavia, milioni di notizie (e di storie) che hanno queste caratteristiche non trovano la via della pubblicazione o non varcano i confini della cerchia ristretta del narratore. Perché?

  • Troppi contenuti, prima di tutto. Ognuno di noi ritiene di avere o di essere protagonista di una buona storia ma non è così.
  • Disinteresse da parte dell’audience. Chiunque è portato a voler essere ‘protagonista’ piuttosto che pubblico (e lo sviluppo della comunicazione digitale ha pompato questo sentimento comune a dismisura).
  • Mancanza del giusto ‘tramite di notorietà’. Molte persone non riescono a far arrivare una notizia alle giuste orecchie e, quando ci riescono, spesso vengono ignorate.

I mediatori dell’informazione, giornalisti e divulgatori, sono i naturali veicolatori delle storie, ma prima di essere professionisti della narrazione sono essi stessi un ‘pubblico’. Per fare in modo che prendano in considerazione una storia chi gliela racconta ha il dovere di renderla interessante per loro. Questo racconto si chiama pitch, presentazione, ed è la capacità di raccontare in pochi secondi (massimo due minuti) la sintesi della storia, il nocciolo.

Ecco alcuni trucchi per dare alla nostra storia l’opportunità di superare la prima barriera, ovvero la generazione di interesse nel mediatore informativo:

1. Il conflitto – In ogni storia che si rispetti ci sono sempre due personaggi: protagonista e antagonista. Chiunque viva di comunicazione sa che la narrazione di una ‘battaglia’ è molto più avvincente delle riflessioni di un soggetto narrante. Non serve inventare ogni volta una stagione del Trono di Spade, per far pubblicare una notizia molte volte basta soltanto introdurre una interazione opponente tra due soggetti.

2. La novità – È il secondo degli elementi narrativi che maggiormente fanno presa sul pubblico. Senza un elemento di ‘novità’ nessuna storia ha realmente buone possibilità di entrare a far parte delle poche e selezionate ‘notizie’ che trovano la via della pubblicazione.

3. Il coinvolgimento – Se la vostra storia interessa soltanto voi e quelli come voi è più difficile che venga pubblicata. Gli intermediari dell’informazione vivono di pubblico e pubblicità: più sono i potenziali fruitori di una storia e maggiori sono le possibilità che venga utilizzata come apertura di una pagina di notiziario.

4. Il transfer – Per avere successo una storia deve permettere a chi la ascolta di immedesimarsi in uno dei personaggi o, per lo meno, nella situazione. Un classico senza tempo per far pubblicare una notizia: è successo a me, ma potrebbe succedere anche a te.

5. L’Underdog – Termine inglese che riduce a una sola parola la condizione di chi è dato ‘nettamente sfavorito’ all’inizio di una competizione o di una situazione di conflitto. Un po’ il Davide contro Golia della Bibbia: il pubblico tende sempre a parteggiare per Davide. Se riuscite a far diventare la vostra storia in questo tipo di racconto avrete di sicuro l’attenzione del vostro pubblico (e più possibilità di far pubblicare una notizia)

6. Il seguito – Attenzione alle storie chiuse. Siamo nell’era delle serie TV. Cercate di raccontare la vostra storia dandole un seguito. La gente si appassiona alle saghe, molto meno ai racconti chiusi. E soprattutto una storia che permette una pubblicazione ‘a puntate’ porta molto più vantaggi al notiziario in termini di click e fidelizzazione dei lettori (sì, chiunque scriva un articolo lo fa per venderlo e chiunque vi dice il contrario mente)

Per riuscire a presentare voi stessi, la vostra storia, o persino i vostri prodotti in maniera efficace dovete riuscire a combinare questi elementi in un discorso di massimo due minuti: se in due minuti non riuscite a generare interesse in un giornalista, in un cliente, in una qualsiasi persona probabilmente non avrete una seconda opportunità.

Per migliorare in questa tecnica vi proponiamo un seminario: mezza giornata di lavoro con noi (e molti compiti a casa) per diventare ‘pitcher’, presentatori. E per dare alle vostre storie un’opportunità in più.